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Come arrivare

da Ferla percorrendo la SR11

da Cassaro percorrendo a piedi il tracciato della dismessa linea ferroviaria che attraversava la Valle dell’Anapo.

Tipo di paesaggio naturale
Descrizione

  PANTALICA
Nel Bronzo tardo (1250/850 a.C.), con l’arrivo di genti dalla penisola italica, nascono i nuovi insediamenti in Sicilia. Trasferitisi nella parte interna dell’isola, in posti impervi e spesso fortificati. Le fonti storiche parlano di genti italiche che tra il 1250 e il 1050 a.C., si stabiliscono sia nelle Isole Eolie (gli Ausoni) che nella Sicilia orientale (i Siculi). I Siculi, hanno respinto i Sicani, che vivevano nell’isola da più di due secoli, verso la parte occidentale del fiume Salso. Questo sconvolgimento genera la nascita della Cultura di Pantalica nella parte sud-orientale dell’isola. La Cultura di Sant’Angelo Muxaro nella parte occidentale e la Cultura Ausonia nella parte nord-orientale, compreso l'arcipelago Eoliano.
Pantalica è il più importante degli insediamenti Siculi nella Sicilia Sud Orientale, e sorse su un pianoro inaccessibile. Nei pressi di Sortino, delimitato a Nord dalle valli dei fiumi Sperone e Calcinara, a Sud dalla valle del fiume Anapo e con la Sella di Filiporto come unica via d’accesso al pianoro.
L’economia di Pantalica si basava sull’agricoltura, sull’allevamento e sull’artigianato con una ricca produzione di ceramica lavorata al tornio e di oggetti in bronzo. Le 5.000 tombe che costituiscono le sue necropoli, si trovano lungo i fianchi impervi e scoscesi delle tre valli che delimitano il pianoro. Esse hanno celle funerarie a pianta circolare o rettangolare. Monumentali sono le tombe costituite da un largo vestibolo o da un lungo corridoio con annesse più celle funerarie. Secondo Paolo Orsi, l’abitato di Pantalica, di cui non restono più tracce evidenti, era costituito da “capanne circolari, ellittiche e più tardi quadre, di leggerissima costruzione, in legno, canne e paglia” e che si estendeva nel pianoro intorno all’Anaktoron o Palazzo del Principe (di cui rimangono solo le fondamenta) prospiciente la Valle dell’Anapo. L’edificio, costruito con tecnica megalitica, simile ai palazzi Micenei, si compone di otto vani e un lungo corridoio. Nel vano maggiore sono stati trovati ceneri e carboni concrezionati, che racchiudevano delle forme in arenaria di fusione per il bronzo e ciò fa supporre che la lavorazione del metallo costituisse un privilegio per il principe. Secondo l’archeologo Bernabò Brea, l’edificio risale alla nascita dell’insediamento, mentre il vano maggiore è stato sicuramente aggiunto in un periodo successivo. Per più di 600 anni Pantalica è stata una città stato, con una propria economia, un proprio Sovrano e un controllo su tutto il bacino dell’Anapo. Diventata potente sotto il re Hyblon, fu attaccata e distrutta dalla colonia Greca di Siracusa sicuramente prima della fondazione di Akrai nel 664 a.C.
Il lungo periodo di dominio della Cultura di Pantalica, nella Sicilia sud-orientale, è stato suddiviso dall’archeologo Bernabò Brea in quattro fasi: Pantalica Nord, Cassibile, Pantalica Sud e Finocchito.

  PANTALICA NORD

datata tra il XIII e XI secolo a.C., è caratterizzata dalla produzione di una splendida ceramica di colore rosso lavorata al tornio: particolari sono i grandi bacini globulari su alto piede. Notevole è la produzione di oggetti bronzei come rasoi, fibule e coltelli ritrovati principalmente nella Necropoli Nord.

 

  CASSIBILE

datata tra XI e la fine del X secolo a.C., in seguito a una temporanea eclissi del sito di Pantalica, si assiste all’improvvisa fioritura d’insediamenti intorno al fiume Cassibile. Le celle funerarie delle tombe di questo periodo sono di forma tondeggiante o rettangolare attorno a un ingresso comune e le capanne di forma quadrata o rettangolare. Questa fase è contraddistinta principalmente da una ceramica dipinta a motivi piumati e da oggetti di bronzo come asce a cannone e coltelli con lame incurvate.
 

  PANTALICA SUD

datata tra il IX e VIII secolo a.C., questa fase vede il rifiorire del sito di Pantalica e la nascita di nuovi importanti insediamenti nel secolo che precede l’arrivo dei primi coloni Greci sulla costa Ionica. La ceramica è influenzata dal geometrico Greco, compaiono nuove forme come le scodelle con un’ansa verticale, piccole brocche, teiere con versatoio a crivello. Tra gli oggetti bronzei troviamo anelli, bottoni, spirali ritrovati nella Necropoli Filiporto e nella Necropoli Cavetta.

  FINOCCHITO

datato tra la fine dell'VIII e la metà del VII secolo a.C., in pieno periodo Greco. Il nome deriva dall’insediamento sorto sull’omonima collina della media Valle del Tellaro presso Noto. La ceramica subisce l’influsso di quella greca del tardo geometrico e del proto-corinzio. È decorata da gruppi di solcature parallele e da motivi dipinti piumati o lineari. Tra le forme ricorrenti la scodella ad ansa verticale o orizzontale e la brocchetta con orlo trilobato, nota come oinochoe (vaso per il vino). I corredi funerari sono costituiti da vasi indigeni e greci e da oggetti di gran pregio (fibule di ferro con arco rivestito d’ambra e osso, fibule a placca d’avorio, scarabei in pasta blu) introdotti nell’isola dai mercanti fenici. Il sito di Pantalica ritornerà a vivere al tempo delle incursioni Arabe quando la gente del luogo vi trovò rifugio, trasformando in abitazioni parte delle tombe a camera delle diverse necropoli. Sorsero così veri e propri villaggi attorno alle chiesette rupestri di San Micidiario, di San Nicolicchio e Grotta del Crocifisso, villaggi collegati fra loro attraverso una fitta rete di viottoli, spesso intagliati nella roccia e che ancora oggi possiamo percorrere per raggiungere gli angoli più suggestivi di Pantalica.
Pantalica: tomba trasformata in abitazione Chiesetta rupestre di San Nicolicchio Sentiero che da Filiporto porta all’Anaktoron

Prof. Lauretta

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